Ricordo un giardino che apparteneva a quella che tutti chiamavamo zia Chiara, la “mammana” del paese ovvero l'ostetrica. Ci andavo con i miei amici, di nascosto, perché lei non voleva.
Il gioco che più facevamo era nascondino: quel giardino pullulava di particolari e ingegnosi nascondigli e per di più la paura di essere scoperti da zia Chiara rendeva il tutto più eccitante.
Ho vissuto il dopoguerra, e andavo a giocare con i miei amici nelle macerie lasciate dalle bombe. Ci divertivamo ad arrampicarci e raccoglievamo le mattonelle per giocare a “piastrella”.
Ho avuto un buon rapporto con il bosco sin da bambino, avevo una particolare passione per la caccia e per la ricerca dei funghi.
C'è un ricordo che custodisco come un’esperienza magnifica: in quinto superiore venni promosso all'esame di maturità, e questo mi permise a luglio di passare un mese in campeggio al mare con 20 miei amici.
~Alice Bianchi~
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